lesione menisco


Eziopatogenesi: i menischi sono due cunei (interno ed esterno) a forma di C posti tra la tibia ed il femore e il loro compito principale, oltre ad aumentare la superficie e la stabilità articolare, è quello di ammortizzare i colpi tra le superfici articolari durante i movimenti limitando la degenerazione della cartilagine. Esistono lesioni di tipo acuto e lesioni di tipo degenerativo: nel primo caso la lesione è traumatica e dovuta principalmente ad una distorsione del ginocchio, nel secondo è determinata da un consumo del menisco stesso dovuto all’età. Non sempre la lesione è totale, in molti casi il menisco subisce una lesione parziale (corno anteriore o posteriore), soprattutto quando associata a lesione del LCA o LCP.


Sintomatologia:  dolore improvviso, nell’effettuare un movimento di flessione o rotazione, seguito da impotenza funzionale e talvolta versamento articolare. Le lesioni meniscali a volte causano dei blocchi articolari dovuti all’interposizione del frammento tra le superfici articolari. Il più delle volte, comunque, il disturbo è intermittente con fenomeni di riacutizzazione.


Terapia: se la lesione è di tipo degenerativo il primo approccio è conservativo con cicli di fisioterapia, soprattutto tecarterapia + laser ad alto potenziale associati a rieducazione funzionale. Se la lesione, invece, è di tipo acuto l’approccio è chirurgico con un intervento di meniscectomia selettiva o totale cui seguirà un periodo riabilitativo per il recupero articolare, muscolare e propiocettivo. Il ritorno all’attività sportiva dipende dal tipo di lesione e varia tra i 30 e i 60 giorni.



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